Articolo by Daniele J. ERMES Galassi

Se il precedente articolo ‘6 motivi per fare un viaggio on the road negli USA‘ vi ha messo quella petulante pulce nell’orecchio, adesso è il momento di virare al concreto. Abbandonate ogni resistenza psicologica o emotiva e preparatevi a scegliere il vostro itinerario alla scoperta del paese che meglio incarna l’essenza stessa del viaggio on the road: gli Stati Uniti. 

Introduzione

Do’ quasi per assodato che se avete letto il precedente articolo ‘6 motivi per fare un viaggio on the road negli USA’, la vostra voglia di partire si sia in qualche in modo accesa. Non fatela sfreddare e procedete nella lettura perché ho preparato 4 circuiti su potete iniziare a ragionare concretamente per andare alla scoperta del paese che più di tutti fa rima con viaggio on the road.

Come tutti gli itinerari, anche questi possono essere integrati tra loro e con un po’ di studio su google maps riuscirete a capire già da soli come fonderli o modificarli in base ai vostri giorni disponibili e ai vostri gusti. Ricordatevi però una cosa: in USA i limiti di velocità ferrei fanno sì che distanze già di per loro impegnative si traducano in tempi di percorrenza dilatati. Dovrete tenerne conto.

Inoltre non prendete troppo alla lettera i km indicati da google maps in queste mappe: le deviazioni da fare per raggiungere alcune attrazioni possono essere anche molto lunghe e dentro certi parchi (es. Yellowstone) potreste dover guidare parecchio. Siete in USA e tutto è immenso. Tenete piuttosto a mente le distanze che riporto in calce a ogni itinerario: sono sempre stime di massima ma si avvicinano di più alla realtà dei fatti.

USA on the road: 4 itinerari fai da te

Questi che vi propongo sono itinerari molto diversi tra loro che richiedono minimo 2 settimane pulite: inutile specificare che se ne avete 3 sarà tutto estremamente più godibile. Anche se ho le mie preferenze (che per ora non vi svelo) vi dico da subito che meritano tutti di essere percorsi, sebbene per ragioni diverse.

Vai, si comincia.

#1 – USA on the road: itinerario Route 66 (Historic R66)

Se siete fanatici della cultura americana e nostalgici del tempo che fu, dovreste pensare seriamente di partire da Chicago e percorrete i 4000 km della Route 66 per finire la vostra corsa sul molo di Santa Monica, Los Angeles. E’ un itinerario dal forte valore storico e simbolico, ben saldo nell’immaginario collettivo e per questo scelto da molti viaggiatori come primo approccio agli USA.

Percorrere la Mother Road è un modo per conoscere sia la provincia americana che la tragica storia del Dust Bowl, il cataclisma che costrinse i contadini del Midwest a imboccare questa lunga lingua d’asfalto per fuggire verso la California tra il 1931 e il 1939. Ma il bello di questa traversata che copre ben 8 stati non è dato solo dall’interesse storico, ma dal fatto che uscendo dal tracciato potrete incontrare diverse attrazioni naturali di un certo calibro: alcune richiederanno detour contenuti, altre esigeranno più ore di guida.

Come ho scritto altrove, non vado pazzo per questo itinerario che trovo a volte troppo artefatto, oggi (ri)costruito a uso e consumo di un turismo un po’ frivolo. Sentirete dire ovunque che la Route 66 è come un museo a cielo aperto: posso essere d’accordo, il problema è che certe tratte assomigliano un po’ troppo a una trappola per turisti tra gift shop, stanzoni e stanzette strabordanti di cianfrusaglie, ristoranti a tema. Non nego però che certe ghost town e una traversata del Mojave Desert al tramonto abbiano il loro forte perché.

Il mio consiglio è: gustatevi il feeling vintage, fermatevi qua e là tra musei, negozi, paeselli abbandonati ma studiatevi anche le deviazioni che più vi interessano e non fatevi remore a uscire dal tracciato storico. Ecco alcune delle attrazioni più meritevoli fuori dal percorso (alcune praticamente dentro il percorso, altre parecchio distanti):

  • Cadillac Ranch, Palo Duro Canyon (Texas)
  • Acoma pueblo e zone attorno a Santa Fe, White Sands (New Mexico)
  • Petrified Forest, Canyon de Chelly, Meteor Crater, Sedona, Grand Canyon (Arizona)
  • Joshua Tree National Park, Calico (California)

Se vi prende la fregola della mondanità, una volta che siete in Arizona potete anche fare una capatina a Las Vegas (Nevada) e da li integrare una parte dell’itinerario #4 (se avete tempo). Mi rimane più difficile segnalarvi invece qualche deviazione realmente sfiziosa per Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma: per me quel tratto è pura noia, sia dentro che fuori dal tracciato. Magari però voi siete appassionati di vecchi ponti sospesi, paeselli abbandonati, musei, vecchi drive-in o di altri landmark storici: in questo caso vi troverete appagati più o meno da tutto il percorso, fermo restando che il meglio la Mother Road lo darà dal New Mexico in poi.

Tipo: sola andata
Stati attraversati: Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona, California
Lunghezza: circa 2400 miglia (4000 km) senza deviazioni dal tracciato

Durata: 2-3 settimane a seconda delle deviazioni scelte
Periodo: tecnicamente è possibile percorrere la Route 66 tutto l’anno, ma fortemente sconsigliati i mesi invernali (dicembre-febbraio) dove nel Midwest potreste trovare perturbazioni anche molto forti. Anche in New Mexico si viaggia in quota e ci si può ritrovare in mezzo alla tormenta.

Nota: quella riportata sopra è una mappa indicativa, perché non è negli scopi di questo articolo entrare nei più minuziosi dettagli di ogni itinerario. E se davvero volete seguire col massimo rigore il tracciato storico della Route 66, la faccenda è abbastanza complessa. Esistono guide molto dettagliate in proposito e sul sito www.drivingroute66.com troverete la mappa dell’intero tracciato suddivisa stato per stato.

Route 66: Texas
Route 66: Texas
Route 66: Texas
Route 66: Texas

#2 – USA on the road: itinerario del Nord Ovest (da Denver)

USA on the road: itinerario del Nord Ovest (da Denver)
USA on the road: itinerario del Nord Ovest (da Denver)

Se vi interessano i parchi montani, i panorami verdeggianti, le sterminate praterie mosse dal vento e se volete visitare le Black Hills (i territori sacri ai nativi), in questo caso quello che fa per voi è uno dei circuiti del Nord Ovest, in particolare quello che partendo da Denver si snoda tra Colorado, South Dakota, Montana, Wyoming.

Siamo alla scoperta della cosiddetta Real America, l’America dei cowboy, delle grandi praterie, dei bisonti e dei territori in cui si svolsero le sanguinose battaglie delle tute blu contro i nativi. O se preferite siamo nel tanto celebrato far west, ossia la frontiera che i pionieri del nuovo mondo spingevano sempre più verso ovest.

Atterrate su Denver in Colorado per un percorso ad anello che contempli:

  • Il Custer State Park, dove inizierete a familiarizzare con l’ambiente della prateria
  • Il Monte Rushmore, quella cafonata con le facce dei presidenti scolpite nella roccia (controbilanciata dal faccione di Cavallo Pazzo scolpito su un’altra parete del Crazy Horse Memorial)
  • La Devil’s Tower, il surreale monolite sacro ai nativi che avete visto su Incontri ravvicinati del terzo tipo
  • Il parco nazionale di Badlands, dove la terra sembra essersi ripiegata su stessa formando creste che si dipanano a perdita d’occhio
  • I luoghi storici della resistenza Siuox come il campo di battaglia di Little Big Horn
  • I parchi nazionali Yellowstone e Grand Teton. Gigantesco, famosissimo e incredibilmente vario il primo, piccolo e semplicemente magnifico il secondo. Già che ci siete un rodeo dovreste proprio vedervelo, magari a Cody, cittadina di Buffalo Bill (vicina a Yellowstone)

Per assaporare al meglio un viaggio come questo è doveroso documentarsi prima sulla drammatica storia delle tribù che popolavano queste terre: fatto questo, attraversare le Black Hills o vedere coi propri occhi il campo di battaglia di Little Big Horn (dove Cavallo Pazzo e i suoi uomini annientarono il generale Custer) saranno esperienze che avranno ben altro impatto emotivo.

Consiglio: se avete più di 2 settimane prima di tornare a Denver allargate verso lo Utah e integrare parte dell’itinerario #4 includendo almeno un passaggio a Moab per visitare i parchi di Arches e Canyonlands.

Tipo: itinerario ad anello
Stati attraversati: Colorado, South Dakota, Montana, Wyoming.
Lunghezza circa 2000 miglia (3200km)
Durata: minimo 2 settimane, 3 se fate un po’ di trekking (occhio agli orsi) o se volete integrarlo con una parte dell’itinerario #4 passando per Moab.
Periodo: da maggio a settembre, mesi ideali giugno e luglio con prati in fiore, picchi innevati e praterie non ancora bruciate dal sole

South Dakota: verso le Black Hills Black Hills: veduta da Medicine Wheel
South Dakota: verso le Black Hills Black Hills: veduta da Medicine Wheel
Black Hills: veduta da Medicine Wheel
Black Hills: veduta da Medicine Wheel
Wyoming: Grand Canyon dello Yellowstone (Wyoming)
Wyoming: Grand Canyon dello Yellowstone (Wyoming)

 

#3 – USA on the road: itinerario grandi parchi del Nord Ovest (da Seattle)

#3 - USA on the road: itinerario grandi parchi del Nord Ovest (da Seattle)
#3 – USA on the road: itinerario grandi parchi del Nord Ovest (da Seattle)

Se i luoghi dei nativi non stuzzicano la vostra fantasia ma avete la fissa per i parchi montani immersi in un verde pirotecnico tra cascate, picchi innevati e laghi glaciali, allora è meglio seguire un altro circuito del Nord Ovest, atterrando su Seattle nello stato di Washington. Ecco cosa incontrerete:

  • Olympic National Park: davvero un parco sui generis che forse non ha eguali quanto a varietà degli ambienti: foresta pluviale temperata, sconfinate spiagge di sabbia in fronte al Pacifico, montagne e ghiacciai di quasi 2.500 metri. Tutto in un unico smisurato parco raggiungibile da Seattle in traghetto. Se avete avuto la sfortuna di aver visto la saga di Twlight, sappiate che quella soap opera di terza categoria è girata proprio nel settore marino dell’Olympic. Potrete anche fare una visita alla casa della protagonista (sento già la vostra eccitazione salire, contenetevi). A parte gli scherzi, L’Olympic è una bomba. Portatevi gli occhiali da sole perché il verde è semplicemente accecante.
  • Glacier National Park: al confine col Canada, è uno dei parchi tra i più belli in assoluto. Il trekking è un must, ma anche semplicemente guidare per la Going to the Sun Road, la strada panoramica che attraversa il parco, è un’esperienza (neve permettendo).
  • Gli immancabili Yellowstone e Grand Teton
  • Craters of the Moon per un salto sulla luna

Poi preparatevi a una lunga tratta da spezzare in un paio di giorni per tornare a Seattle.

Questo è un itinerario piuttosto esteso che straconsiglio in primis a chi ha una forte passione per il trekking in ambiente montano. Offre però anche la possibilità di conoscere Seattle, una città che mi ha sorpreso per la sua effervescenza culturale e per le sue strade con pendenze assassine che ricordano quelle di San Francisco. Se vi prende un rush da turisti duri e puri potreste anche fare una foto davanti alla poco entusiasmante statua di Hendrix (è nato qui!), ma a questo punto vi suggerirei un salto al calar del sole al Lake View Cemetery, l’arcinoto cimitero con tombe e mausolei di gente famosa, curato più di un campo da golf. La sua posizione in collina regala una veduta deliziosa.

Naturalmente nulla vi vieta di fondere i due itinerari del Nord Ovest in un giro ad anello più ampio. Anzi, se avete 3-4 settimane sarebbe proprio una cosa da fare. Ripeto che le possibilità di trekking sono fin troppe, ma massima attenzione agli orsi, siete a casa loro.

Tipo: itinerario ad anello
Stati attraversati: Washington, Montana, Wyoming, Idaho
Lunghezza circa 2500 miglia (4000km)
Durata: minimo 2 settimane, 3 se fate trekking o se lo fondete con l’altro itinerario del Nord Ovest, 4 se fondete e volete fare parecchio trekking
Periodo: mesi ideali giugno e luglio vista la latitudine (siete al confine col Canada!), maggio e settembre sono già a rischio sul Glacier e sul settore montano dell’Olympic dove le strade potrebbero essere chiuse per neve

Olympic National Park (Washington)
Olympic National Park (Washington)
Glacier National Park (Montana): Josephine Lake trail
Glacier National Park (Montana): Josephine Lake trail

#4 – USA on the road: itinerario del Sud Ovest (Southwest)

USA on the road: itinerario del Sud Ovest (Southwest)
USA on the road: itinerario del Sud Ovest (Southwest)

Se siete attratti dai grandi parchi, dagli ambienti desertici da film western, dagli orizzonti sconfinati e siete curiosi di vedere la terra come doveva essere milioni di anni fa, immersi in esplosioni di colori che vanno dall’ocra al rosso fuoco, non pensateci nemmeno un secondo. L’itinerario del Sud Ovest è quello che fa per voi.

Noleggiate una macchina da Las Vegas e tornate a Las Vegas. Incontrerete alcuni dei parchi naturali più belli del mondo tra scenic byway, view point, deserti infuocati e formazioni di roccia che sfidano gravità e ogni più fervida immaginazione.

Qui non si scherza, si incontrano i luoghi simbolo degli USA: Grand Canyon, Monument Valley, Antelope Canyon, The Wave, Canyonlands, Arches, Zion, Bryce Canyon, Zion…e tantissime altre attrazioni naturali a mio avviso inarrivabili se affrontate con il giusto spirito (cioè in completa autonomia lontani dal turismo organizzato). La cosa veramente incredibile di questo circuito risiede nella concentrazione delle sue attrazioni: sebbene l’anello si estenda su un territorio vastissimo, le cose da vedere e da fare sono così tante che definire il Southwest un’unico sterminato parco non è poi così azzardato. Senza dimenticare che nel Southwest anche le strade sono spesso veri e propri highlight.

Questo itinerario (detto anche Grand Circle) può essere presentato in diverse versioni che variano per estensione e numero di parchi visitati. Quello che vedete raffigurato in mappa è la ‘versione base’ che si sviluppa su circa 3000km (checché ne dica google maps) e include anche il tratto di Route 66 che va da Kingman a Williams. Versione base che include già così almeno dieci must assoluti tra parchi nazionali, parchi statali, parchi tribali e view point…

Grandi possibilità di trekking sia in ambiente desertico che in ambiente montano. Altre attività? Se potete immaginarle, qui si possono quasi sicuramente fare a livelli top. Attenzione: non ci sono gli orsi, ma il trekking nel deserto nasconde altre insidie: portatevi sempre tanta tanta tanta acqua…

Consiglio: noleggiate un 4×4 e vi divertirete come al luna park.

Tipo: itinerario ad anello
Stati attraversati: Arizona, Utah, Colorado, Nevada

Lunghezza: 1800-3000 miglia (3000-5000 km) molto variabili a seconda delle deviazioni e della versione di itinerario scelta
Durata: minimo 2 settimane per un assaggio, 3 ideale se non fate troppo trekking, 4 se decidete di fare trekking seriamente e estendere l’itinerario (vedi prossimo paragrafo)
Periodo: da fine marzo a novembre, con possibili limitazioni in caso di maltempo sulle zone montane dello Utah. Sconsigliati luglio e agosto per il caldo delle zone desertiche e per l’affollamento dei parchi

La perla più esclusiva del Southwest: The Wave (Arizona)
La perla più esclusiva del Southwest: The Wave (Arizona)
 Veduta dallo Shaffer trail, Canyonlands National Park (Utah)
Veduta dallo Shaffer trail, Canyonlands National Park (Utah)

 

Quale itinerario per la mia prima volta negli Stati Uniti?

Forse qualcuno si starà chiedendo cosa farei io al primo viaggio.

Senza pensarci un momento mi tufferei nell’itinerario #4, quello del Sud Ovest. Perché? Perché è un viaggio che si snoda in un territorio magnifico che offre una concentrazione di parchi e attrattive naturali che probabilmente non ha eguali nel mondo. A cavallo tra Arizona, Utah, Colorado e Nevada, rappresenta un’esperienza che si scolpisce nella memoria. Considerate che l’ho fatto due volte (integrandolo una volta nell’itinerario Route 66 e un’altra volta in quello del Nord Ovest da Denver) eppure ho un desiderio quasi irrefrenabile di tornarci al più presto.

Per un approfondimento molto dettagliato su questo itinerario e sulle sue possibili estensioni vi segnalo il mio articolo Sud Ovest USA: guida e itinerario tra deserti, montagne e grandi parchi.

Poi fatemi sapere se vi ho convinto!

 

DANIELE J. ERMES GALASSI
Mi chiamo Daniele Galassi ma per certe cose mi piace usare Ermes, il mio terzo nome. Potrei dichiararmi copywriter, product manager o musicista, ma la verità è che sono uno che scappa a vedere il mondo appena può. Zaino in spalla, in macchina, in moto: l’importante è che sia 100% fai da te. Scrivo racconti di viaggio, guide, itinerari e articoli per STRAY ERMES (ermes.blog), il mio travel blog sempre schietto, spesso ironico, a volte sboccacciato.

 

Leggi la prima parte

6 motivi per fare un viaggio on the road negli USA

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