Dopo le innumerevoli contestazioni che girano sul web, sia da parte di influencers che da aziende e tutte le domande che leggo riguardo a “come si fa a collaborare”, ho deciso di creare un articolo, molto generale ed un po’ polemico, sulla questione più discussa in questo periodo.

L’articolo si rivolge sia ai blogger sia alle aziende (vedremo più avanti nei prossimi articoli come comportarsi con l’uno e l’altro singolarmente.)

Ricevo e leggo molte richieste del tipo:

– devo vendere il mio prodotto, me lo sponsorizzi tu e poi ti do una percentuale sul ricavato.

– devo pubblicizzare il mio prodotto, te lo vendo ad un prezzo scontato e poi lo sponsorizzi ai tuoi contatti

– devo pubblicizzare il mio hotel o attività, scrivi un articolo sul tuo blog senza averlo mai visto

– hanno utilizzato la mia foto sui loro canali e siti senza il mio consenso, devo chiedergli il pagamento?

hanno ripostato una foto dal mio profilo Instagram, si può fare?

– Chi deve pagare chi?

Ecco, queste riassunte sono le situazioni tipiche che si possono creare tra committente e blogger o influencer. Quando questo tipo di collaborazioni hanno senso e quando invece è meglio lasciare perdere?

Purtroppo c’è molta confusione in questo campo in quanto non ci sono vere e proprie regole scritte e il modo di determinare il valore di una persona online non sempre è facile. Ci sono alcuni modi per capire quanto vale la collaborazione di un blogger” ed ho provato a farne una stima in quest’altro articolo.

In linea generale, tutto ha un prezzo e dal momento che qualcuno si rivolge ad una persona per svolgere un compito è perché da solo non può esaudire quella richiesta e quindi è richiesto un pagamento. Lo scambio di servizi è possibile solo quando entrambi sono di comune accordo sulla procedura ma non deve essere preso come dato di fatto che “il mio prodotto vale più di un determinato influencer e quindi deve essere ben contento di averlo e pubblicizzarlo in modo gratuito”.

Andrei ad analizzare caso per caso i punti che ho sopra elencato:

1- Collaborazione tramite percentuale sui ricavi

Molte persone pensano che un influencer sul web possa vendere qualsiasi cosa. Ricevo spesso proposte come: tu sponsorizzi il mio tour in “Kenya” ed io ti do una percentuale sul ricavato. Ora, per una collaborazione del genere bisogna trovare il giusto target di riferimento che possono essere in questo caso “viaggi nella natura, viaggi in Africa”. Se vi rivolgete ad un travel blogger di un settore differente è chiaro che l’impatto di questa vendita sarà nulla. Purtroppo chi si occupa di vendita (coloro che propongono di pubblicizzare i tour in Kenya ad esempio) non sempre sono esperti del settore della vendita e non sanno che il marketing digitale ha regole pressoché uguali a quelli della vita offline. Affidereste mai i vostri tour in Kenya ad una agenzia che tratta di viaggi in Italia?

Le collaborazioni in questo senso hanno una possibilità di riuscita nel caso in cui il target sia lo stesso. Non c’è nessun interesse da parte di un blogger che parla di itinerari dal mondo nel vendere viaggi in Kenya in quanto il pubblico di riferimento è troppo ristretto e l’effort speso per scrivere l’articolo e pubblicizzare i tour sarebbe troppo grande rispetto al ricavato. Essi ricavano guadagno dalle collaborazioni con grandi catene come ad esempio booking, andando per ogni destinazione a consigliare gli hotel di maggiore interesse ed in questo caso possono ricoprire una grossa fetta del mercato con un solo programma.

Riassumendo, i consigli per questa categoria sono:

Per i blogger: non prendete in carico collaborazioni che esulano dal vostro target: vi ruberanno tempo prezioso senza darvi nulla in cambio. Loro ottengono pubblicità (ed i clienti potrebbero comunque acquistare ma far partire la vendita da canali differenti, vedendo ma non acquistando dall’offerta sul vostro sito).

Per i committenti: cercate di inquadrare bene la vostra nicchia. La collaborazione può svolgersi in modo gratuito previa accettazione del blogger (voi fornite i servizi e loro li pubblicizzano) oppure se si tratta di un blog ben avviato potreste aver bisogno di un piccolo investimento per iniziare la collaborazione e la vendita su quel determinato canale.

2- “Acquisti il mio prodotto ad un prezzo scontato, lo sponsorizzi ai tuoi contatti e ricavi una percentuale.”

Per questa opzione ci sono differenti varianti come:

  • Brand in fase di lancio o non affermati che provano ad utilizzare questa tecnica per vendere il loro prodotto in primis a tutti quegli influencer che abboccano. In questo caso ricadiamo nel punto 1 di questa guida con l’aggravante di aver pagato per qualcosa che probabilmente altrimenti non avremmo mai comprato.
  • Brand affermati e di valore. Al momento non conosco brand affermati che richiedono l’acquisto del proprio prodotto al fine di stringere collaborazioni di questo tipo. In questo caso sta all’influencer valutare se lo sconto applicato a quel prodotto è conveniente per lui.
  • App per influncers: ci sono alcune applicazioni che si pongono da tramite tra cliente e azienda. L’azienda pubblica il proprio annuncio per promuovere un prodotto e l’influencer invia la propria proposta di fotografia da pubblicare sui social. In questo caso è quindi richiesto l’acquisto del prodotto (scontato) per avere in cambio il costo della pubblicazione (es: 100 euro a post per 10k followers).

3- Guest post a pagamento

Alcune piattaforme propongono guest post sui blog (il cliente scrive l’articolo) oppure la richiesta di stesura dell’articolo in cambio di un compenso.

Per sapere quanto può costare la pubblicazione di articoli su un blog bisogna valutare la DA ( Domain Authority) che propone un range generale di prezzo. Questo non deve però essere inteso come prezzo assoluto in quanto la viralità che un determinato argomento può avere su un blog di un certo settore può essere molto differente e ampio.

Es: su un blog di pesca scrivo un articolo sulla miglior attrezzatura. In questo caso il prezzo per un articolo del genere potrebbe triplicare o il possessore del blog potrebbe richiedere una fee mensile per avere nel proprio blog un argomento così monopolizzante. Se poi l’articolo sarà condiviso tra i social media il prezzo sarà maggiore.

Per darti una idea di prezzo per un blog da 10 a 30k visitatori mensili a mio avviso questo dovrebbe essere pagato non meno di 80/100 €.

4- Utilizzo di foto altrui

Punto 4 e 5: Sono domande prevalentemente richieste da fotografi e influencer che dopo essere stato in un determinato luogo/hotel pubblicano le foto della propria esperienza sui social e si vedono condivise le proprie foto sui social degli esercenti senza menzione alcuna. La ricondivisione sui social delle foto altrui è consentita tramite l’aggiunta di menzione della persona che ha scattato la foto. Se non volete vedere la vostra foto ricondivisa dalle strutture potete decidere di non taggarla nelle vostre foto (luogo/hashtag) o chiedere di poter rimuovere la vostra foto.

La ricondivisione della propria foto con menzione dovrebbe essere un riconoscimento (seppur gratuito) ma apprezzabile. Può essere un’opportunità per vendere ulteriori servizi alla struttura essendosi affezionata al vostro stile di scatto.

Alla fine, quindi…

Chi deve pagare chi?

C’è spesso molta confusione su questo argomento. Ad esempio molti influencer vengono richiamati da strutture ricettive per pubblicizzarla dovendo pur pagare il soggiorno per accompagnatore, viaggio, pranzi e cene. In questo caso rientriamo nell’argomento dei blog tour e le linee generali di questa attività (della quale ne abbiamo già parlato qui) possono essere così riassunte:

  • Se volete proporre la vostra struttura ad un travel blogger è auspicabile il pagamento del viaggio per la vostra struttura, l’accompagnatore gratuito (in particolar modo se si tratta di un aiuto-influencer), della colazione inclusa e a discrezione un rimborso spese (che può rientrare in quello del pagamento del viaggio). A seconda dell’importanza del blogger che andrete a chiamare oltre ai servizi base elencati andranno ad aggiungersene altri come ad esempio la cena, l’accesso alla spa, le escursioni ed un rimborso spese più adeguato.
  • Se il vostro prodotto supera di gran lunga il valore che un influencer può avere si può avviare una collaborazione di prestito del servizio previo pagamento della quota richiesta dall’influencer per sponsorizzarlo.
  • Se il valore di una struttura supera il valore che un influencer può avere essa può fornire sconti per visita alla stessa + menzione sui social (in questo caso nessun articolo è contemplato)

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2 commenti

  1. Questo articolo andrebbe distribuito a tutte quelle aziende che contattano i blogger con offerte che “non possiamo rifiutare”. Proprio un paio di settimane fa sono stata contattata da un’agenzia di viaggi abbastanza sconosciuta che mi ha chiesto di scrivere e pubblicare sul mio blog un articolo sui loro viaggi. Ho risposto con una proposta tematica ed economica, e loro mi hanno detto di essere “contrari” ai post a pagamento perché il fatto di poter parlare dei loro viaggi sul loro blog va considerato un privilegio, e che molti blogger già lo fanno e sono molto contenti dei risultati. Non ti dico la voglia di prendere a schiaffi questo tizio e anche i blogger che scrivono gratis per queste realtà, perché in questo modo danneggiano tutti.
    Sei stata davvero chiarissima, post utilissimo!

    1. Author

      Grazie! Ogni aneddoto è utile per fat identificare i potenziali clienti in “cosa non dovrebbero fare”. Questo non vuol dire che blogger ed influencer devono a prescindere ottenere soldi per qualsiasi cosa. C’e modo e modo per valutare e bisogna istruire le persone a capire come.

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