Un viaggio tra cucina d’autore e natura autentica: l’esperienza in Valle d’Aosta con Paolo Griffa
Nel cuore delle Alpi, la Valle d’Aosta si rivela ancora una volta una destinazione capace di coniugare alta gastronomia, natura incontaminata e tradizioni autentiche. Un itinerario di due giorni, pensato per chi desidera riscoprire il valore del tempo, dell’origine e della materia prima, ci ha condotti da una cena stellata nel centro di Aosta fino ai pascoli ai piedi del Monte Bianco, passando per le mani sapienti di chi lavora ogni giorno la terra e i suoi frutti.
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Il nostro racconto comincia nella suggestiva cornice di Piazza Chanoux, cuore pulsante di Aosta. Qui, all’interno del Caffè Nazionale, prende vita l’universo creativo dello chef Paolo Griffa (@paologriffa @paologriffalcaffenazionale), una delle personalità più interessanti della cucina italiana contemporanea. Il suo ristorante, insignito della stella Michelin, è un piccolo teatro gastronomico dove la narrazione passa dai piatti, ma anche dai colori, dalle trame e dalle tecniche.
Quella vissuta al Caffè Nazionale non è stata una semplice cena, ma un vero percorso multisensoriale. Griffa mette in scena un’interpretazione audace e raffinata del territorio valdostano: erbe spontanee, fiori eduli, fermentazioni, affumicature e lavorazioni complesse che danno vita a piatti visivamente spettacolari e sorprendentemente equilibrati al palato. L’ironia non manca – dettaglio non secondario per chi fa dell’arte culinaria anche un esercizio intellettuale – e ogni portata sembra suggerire una storia, un paesaggio, un incontro.
Lo stile di Griffa è inconfondibile: contemporaneo ma profondamente radicato nella tradizione locale. Non si limita a reinterpretare i classici, ma li rilegge attraverso una lente poetica, quasi onirica. Ogni piatto è un piccolo quadro, ogni assaggio una finestra aperta sulla Valle d’Aosta, reinventata senza mai tradirne l’anima.
Abbiamo soggiornato presso il Grand Hotel Royal e Golf elegante struttura ai margini di Courmayeur, ideale punto di partenza per esplorare la zona e rilassarsi dopo una giornata intensa tra emozioni gastronomiche e incontri autentici.
Nato nel 1854, è l’hotel più antico della regione, e ha accolto nei decenni personaggi illustri come la Regina Margherita e il poeta Giosuè Carducci. Oggi mantiene il fascino d’epoca ma lo arricchisce con servizi moderni, offrendo un’atmosfera esclusiva e rilassata nel cuore del borgo.
Per chi cerca relax e benessere, il centro Royal Spa offre sauna, bagno turco, piscina esterna riscaldata con vista sul Monte Bianco, massaggi e trattamenti personalizzati, in un ambiente intimo e silenzioso. In estate come in inverno, è un’oasi in cui rallentare e lasciarsi coccolare.
La Società Agricola Mont Blanc, situata in un contesto naturale straordinario e gestita con passione e coerenza, è stata l’ultima tappa del nostro viaggio. Questa azienda a conduzione familiare si dedica all’allevamento caprino e alla produzione di formaggi artigianali nel pieno rispetto dell’ambiente e del benessere animale.
Visitare la stalla, toccare con mano la quotidianità del lavoro agricolo alpino, osservare i processi di trasformazione del latte in formaggi caprini freschi e stagionati: tutto ci ha permesso di comprendere quanto la qualità di un prodotto sia profondamente legata alla cura, alla pazienza e all’amore per il proprio mestiere. I loro formaggi, sapidi e profumati, raccontano i pascoli, l’altitudine, le stagioni. Assaggiarli in loco, circondati dal verde e dal profilo delle montagne, ha dato senso pieno al concetto di “origine”.
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